CIBUS 2012 – Parma
Stagione 2011: L’adorato tartufo scarseggia
Il clima di questo 2011 non è stato favorevole allo sviluppo del buon tartufo italiano. Possiamo confermare agli appassionati di cibo prelibato che questa è una stagione povera di tartufo.
Infatti, il caldo d’Agosto ha reso le cose difficili per i tartufi che si sono disidratati e si presentano scarsi e di pezzatura piccola.
Il Mercato del Tartufo annovera già una domanda superiore all’offerta. Sia per il tartufo da coltivazione, che per le piantagioni. Non possiamo, a questo punto, aspettarci uno sviluppo considerevole.
La maggiore richiesta rimane per il tartufo bianco.
Storia del tartufo
L’origine della parola tartufo fu per molto tempo dibattuta dai linguisti, che dopo secoli di incertezze giunsero alla conclusione, ritenuta probabile ma non definitiva, che tartufo derivasse da territùfru, volgarizzazione del tardo latino terrae tufer (escrescenza della terra), dove tufer sarebbe usato al posto di tuber (vedi Dizionario Italiano Sabatini-Coletti, Giunti, Firenze 1999). Anche se, in effetti, i latini chiamavano questo fungo terrae tuber, l’etimologia proposta appare forzata. Recentemente, lo storico Giordano Berti ha dimostrato in modo convincente che il termine tartufo deriva da terra tufule tubera. [1] Questo titolo appare in testa ad un’illustrazione della raccolta del tartufo contenuta nel Tacuinum sanitatis, codice miniato a contenuto naturalistico risalente al XIV secolo, conosciuto in diverse versioni. Il termine tartufo nasce quindi, secondo Berti, dalla somiglianza che nel Medioevo si ravvisava tra questo fungo ipogeo e il tufo, pietra porosa tipica dell’Italia centrale. Il termine si contrasse poi in terra tufide e nei dialettali tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola. Il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia nel Seicento, ma nel frattempo la dizione volgare era già emigrata in altri paesi d’Europa assumendo varie dizioni: truffe in Francia, Trüffel in Germania, truffle in Inghilterra
Tratto da: wikipedia
Amore per i Tartufi….
In armonia con le fasi lunari, considerati veri e propri tesori sepolti, oggetto del desiderio, unico e delicatamente profumato: “il tartufo”.
Il più selvaggio fra i tanti prodotti della terra, il più sfuggente, il più prezioso. E’ lui che sceglie dove nascere, e non altri. Con il privilegio di trovare, nel silenzio dei boschi, questo tesoro, toccarlo, con le sue forme artistiche, per noi è musica, ‘ poesia, è ……..amore per i tartufi.
Questa presentazione richiede JavaScript.
Il Termine “Tartufo”
In questo Blog parleremo di Tartufi dalla A alla Z. Le info saranno raccolte dalle fonti più autorevoli. Per quanto detto iniziamo proprio dal termine “Tartufo”.
Il termine “Tartufo” [da Wilkipedia]
L’origine della parola tartufo fu per molto tempo dibattuta dai linguisti, che dopo secoli di incertezze giunsero alla conclusione, ritenuta probabile ma non definitiva, che tartufo derivasse da territùfru, volgarizzazione del tardo latino terrae tufer (escrescenza della terra), dove tufer sarebbe usato al posto di tuber (vedi Dizionario Italiano Sabatini-Coletti, Giunti, Firenze 1999). Anche se, in effetti, i latini chiamavano questo fungo terrae tuber, l’etimologia proposta appare forzata. Recentemente, lo storico Giordano Berti ha dimostrato in modo convincente che il termine tartufo deriva da terra tufule tubera. [1] Questo titolo appare in testa ad un’illustrazione della raccolta del tartufo contenuta nel Tacuinum sanitatis, codice miniato a contenuto naturalistico risalente al XIV secolo, conosciuto in diverse versioni. Il termine tartufo nasce quindi, secondo Berti, dalla somiglianza che nel Medioevo si ravvisava tra questo fungo ipogeo e il tufo, pietra porosa tipica dell’Italia centrale. Il termine si contrasse poi in terra tufide e nei dialettali tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola. Il termine tartufo cominciò a diffondersi in Italia nel Seicento, ma nel frattempo la dizione volgare era già emigrata in altri paesi d’Europa assumendo varie dizioni: truffe in Francia, Trüffel in Germania, truffle in Inghilterra.

